Anche Roma ha scelto. L’Italia è proprio un popolo di banderuole.
5 anni di fascio assicurato: yip yip….
Anche Roma ha scelto. L’Italia è proprio un popolo di banderuole.
5 anni di fascio assicurato: yip yip….
Lunedì piovoso… buon inizio settimana! (leggasi: che merda)
Edit:
Può andare anche peggio di quanto preventivato, se resti incastrato nel traffico urbano, non trovi parcheggio, e quando lo trovi è lontanissimo dalla meta e non hai l’accortezza di segnarti la via, tanto da perdere 3 quarti d’ora sotto la pioggia a cercare la tua auto, inzupparti completamente scarpe e calzini, e dover restare così fino a fine giornata in ufficio.
Dicevo: RockFM, la mitica emittente milanese, chiude.

Ho scritto spesso di questa radio. I miei primi ricordi risalgono alla prima superiore, quando con qualche difficoltà cercavo di entrare in contatto con la Musica, diversa dalla scelta ereditata dai gusti mediocri del mio giro di parentame e conoscenze d’allora. L’unica cosa decente che ho conservato di quel periodo è So far so good di Brian Adams.
Quanti pomeriggi e quante sere ad ascoltare le trasmissioni, la sempre ottima rotazione, le registrazioni dei concerti, da registrare sulle musicassette!
E fu così che conobbi i Cure, che accompagnarono a dovere i periodi più cupi della mia adolescenza, poi le grandi formazioni rock e metal, il country, il punk.
Unica nel suo genere, è sempre stata caratterizzata da un solido obbiettivo (diffondere la musica e la cultura del Rock), dalla ricerca musicale, dalla grande professionalità dei dj e da una continua innovazione dei format, senza mai confondersi con le troppe emittenti commerciali che intasano l’etere.
Già una volta la radio rischiò la chiusura, salvandosi in extremis perdendo solo la frequenza storica dei 98.9, che ancora è segnata con una tacca sulla scala della mio vecchio stereo. In gioco questa volta ci sono 18 anni di radio, di una buona radio, fuori dal coro, con una visione non generalista, con una lunghissima fila di affezionati: semplici (?) ascoltatori e artisti.
E un muro che potrebbe parlare. Questa ve la scrivo un’altra volta.